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La "geotermia" con la quale qualsiasi edificio, in qualsiasi luogo della terra, può riscaldarsi e raffrescarsi, invece di usare la classica caldaia d'inverno ed il gruppo frigo d'estate è chiamata "geotermia a bassa entalpia". Il sistema è applicabile in qualsiasi tipo di sottosuolo, in qualsiasi regione d’Italia, in qualsiasi situazione geografica: al mare, in montagna, in pianura, in collina, in riva al lago, in città, in campagna, etc...Inoltre in presenza di una falda, il sistema rende di più. La risorsa idrica non viene in alcun modo alterata, perché si tratta solo di uno scambio termico. Gli impianti di riscaldamento sono costituiti da due parti: generatore di calore e terminali di distribuzione. Alcuni esempi di generatori di calore sono: caldaie tradizionali a gas, a gasolio, a GPL, geotermia, caldaie a biomasse, tele - riscaldamento, etc...I terminali, invece sono i classici radiatori, gli impianti a pavimento, parete, soffitto, etc...Di solito i radiatori lavorano con temperature "elevate" 65-70°C e sono definiti terminali ad alta temperatura. Gli impianti a pannelli radianti a pavimento, parete, soffitto, lavorano a 30-35°C e pertanto sono definiti a bassa temperatura. Per trasferire il calore dal terreno si utilizzano delle sonde geotermiche: tubi ad U costituiti da materiali con alta alta trasmittanza termica nei quali passa un liquido che assorbe il calore e lo porta in superficie o nel sottosuolo. Le sonde possono essere di due tipi: ORIZZONTALI e VERTICALI. Nel primo caso la sonda scende nel terreno andando verso temperature più elevate e necessitando di macchinari particolari per il carotaggio (perforazione) del terreno; nel secondo caso è necessario un terreno sufficientemente pianeggiante nel quale i tubi vengono posati a seguito di un semplice scavo ad una profondità non elevata e possono essere posizionate anche sul fondo di un lago artificiale o naturale sfruttando, in questo caso il calore dell'acqua.
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